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cafone
gli ultimi saranno i primi. Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori. (La storia è un cimitero di aristocrazie - Pareto)

In capo a tutti c’è Dio, padrone del cielo. Questo ognuno lo sa. Poi viene il principe Torlonia, padrone della terra. Poi vengono le guardie del principe. Poi vengono i cani delle guardie del principe. Poi, nulla. Poi, ancora nulla. Poi, ancora nulla. Poi vengono i cafoni. E si può dire ch’è finito. (Fontamara, Ignazio Silone) I “cafoni” sono i miseri contadini meridionali proprietari al massimo di un asino o di un mulo, non hanno mezzi per difendersi e vivono in una perpetua ignoranza di cui approfitta persino colui che è considerato “l‘amico del popolo”, Don Circostanza, che rappresenta insieme la difesa e la rovina dei fontamaresi; la loro vita si ripete uguale di generazione in generazione segnata dal lavoro e dalla fatica. Essi sono consapevoli della disperata condizione in cui vivono,
POLITICA
16 giugno 2011
ProNETari, cittadini dell'era digitale, Uniamoci!
 

ProNETari di ogni paese, uniamoci, difendiamo il globo! ProNetari e democrazia. Manifesto dei ProNETari, i cittadini dell'era digitale.

ProNetari, cittadini dell'era digitale, unitevi! 

Alla luce della capacità della rete di galvanizzare la partecipazione al voto per il referendum appena svolto, si evince quanto sia importante la capacità della rete per partecipare alla formazione delle leggi, all'autoderminazione dei popoli, alla democrazia. I partecipanti alla rete costituiscono pertanto i ProNetari, i cittadini dell'era digitale

ProNETari di ogni paese unitevi! Visto che i figli diminuiscono e sono sempre meno come unica risorsa, i proletari chi sarebbero? Non resta che la rete. Attenzione! Oltre all'acqua, bene comune, anche la rete dovrebbe essere tale. Difendiamola!
E fu così che l'invito di Marx, rivisto e corretto alla luce dell'innovazione, finalmente divenne propositivo e realizzabile. Il popolo che esorta le regole, della convivenza sociale, dal basso.

Resta, inoltre,la speranza, la realistica utopia: trasfomare il web in un pentagramma musicale su cui scrivere le note per una polifonia di pace.

giovanni pizzocchia - Abruzzowolf http://lupoabruzzese.ilcannocchiale.it http://cafone.ilcannocchiale.it

CULTURA
26 gennaio 2008
Inaugurazione Anno Accademico alla D'Annunzio di Chieti
Il piacere di essere abruzzese

La polemica del caso “La Sapienza” ha avuto almeno un risvolto positivo. Ha destato un aumento di interesse per le inaugurazioni accademiche che ogni anno si svolgevano solitamente quasi inosservate. Sabato 26 gennaio, ultimo scorso, ho assistito alla solenne cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2007-08 della D’Annunzio, presso l'Aula Magna dell’Ateneo nel  Campus Universitario di Chieti,  iniziata con la relazione del Rettore Franco Cuccurullo, a cui hanno fatto seguito gli interventi del pediatra prof. Chiarelli,  del web master Nicola Di Nardo che gestisce il sito dell’università www.unich.it ed infine del rappresentante degli studenti Giuseppe Pranzitelli.

A corollario della solenne cerimonia, è stato proiettato il video, che per il nostro Abruzzo assume un’elevata simbologia ambientale: "Scrigni d'acqua", di Luciano Paesani e Raffaella Cascella. Un bellissimo documentario che ha  offerto l’occasione per rivisitare un ricco patrimonio della nostra regione: le varie fontane monumentali. Per esempio, limitandomi a quelle ubicate nella provincia aquilana, si sono potute ammirare: la Fontana Luminosa dell’Aquila, la Fontana viterbese in Fontecchio, la Fontana del Vecchio e di Sant’Agata di Sulmona, la Fontana del Palazzo Ducale di Pettorano e la Fontana Maggiore di Pescocostanzo.

Dopo i vari interventi in programma, il Rettore, prof. Franco Cuccurullo, ha conferito l’Onoreficenza della Minerva,  istituita  nel 1986 (medaglia d'oro, su cui è raffigurata la testa di Minerva), destinata alle personalità nazionali ed internazionali, che abbiano contribuito significativamente al progresso della Scienza, della Cultura e dell'Economia.

Quest'anno la Minerva è stata conferita a due personalità:  al noto giornalista, opinionista e scrittore, Roberto Gervaso http://www.unich.it/minerva/gervaso.htm ed al Prof. Giuseppe Nazario Colasurdo, nativo di Morrone sul Sannio, laureato in Medicina e Chirurgia proprio presso la d'Annunzio e oggi Preside della Facoltà di Medicina, dell'Università del Texas (Houston).

 Il Coro dell’Ateneo, diretto dal Maestro Patrik Murray, ha svolto suggestivamente la funzione di colonna sonora, in apertura ed in chiusura, con l’esecuzione  dell’Inno di Mameli e il "Va pensiero", dal Nabucco di Verdi.

Nei vari interventi è stato dato risalto ai valori del merito e dell’impegno per raggiungere gli obiettivi.  Il prof. Colasurdo nella sua esposizione ha affermato: “Un piccolo gruppo di cittadini motivati può cambiare il mondo!”. Il giornalista Gervaso, settantenne, famoso per i suoi aforismi, ha dichiarato che nella vita bisogna avere grandi maestri per poter aspirare ad essere tali anche  per le future generazioni. Lui stesso deve molto ai suoi maestri che sono stati Indro Montanelli, Giuseppe Prezzolini e  l’abruzzese Panfilo Gentile. Giova ricordare che P. Gentile nacque a L'Aquila nel 1899 e morì a Roma nel 1971, fu professore di Filosofia del Diritto, avvocato, uomo politico, saggista e giornalista, autore del libro “Democrazie mafiose e altri scritti. Come i partiti hanno trasformato le moderne democrazie in regimi dominati da ristretti gruppi di potere”.

Roberto Gervaso ha lanciato agli studenti alcuni aforismi quali: “Senza avversità la virtù marcisce” (Seneca), “Il successo è un impostore! Diffidate del successo”…”La vita è una cosa seria, l’importante è non prenderla mai sul serio”.

La manifestazione è stata molto coinvolgente e in me ha ispirato un sentimento che non riuscivo a provare da anni: dignità e orgoglio di essere un abruzzese!

Giovanni Pizzocchia





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18 gennaio 2008
Italiani brava gente! Il caso "Sapienza"

Italiani brava gente!

Il caso "Sapienza" ha soprattutto una valenza mediatica, è la notiza che si autoalimenta. Tutto sommato sono tutti vivi, non c'è stato nessun condannato al rogo. Più che altro è la punta di un iceberg di un dialogo fra sordi! Voler tentare di far dialogare due sordi, convinti ognuno della propria verità, pur essendo in conflitto, è un'impresa ardua. Il rettore ha commesso un'igenuità oppure ha voluto "sperimentare", galileanamente parlando, cosa sarebbe successo! Per invitare entrambi: chiesa e laicismo a trovare un punto di contatto? In sostanza se la parola del vangelo (per i credenti) e quella della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo (per i laici) dicono la stessa cosa: "Il rispetto del prossimo", perchè bisogna litigare? Sarebbe un controsenso!

Correggetemi se sbaglio!

(Gesù diceva: “Ti ringrazio Padre per aver rivelato queste cose ai piccoli fanciulli e le hai nascoste ai dotti ed ai potenti”!)

Giovanni Pizzocchia




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SOCIETA'
5 gennaio 2008
Fede cristiana e rispetto della libertà

FEDE CRISTIANA  E RISPETTO DELLE LIBERTA’

“L’unico indiano buono è quello morto”, si sentenziava ai tempi del generale Custer....

di Raffaele Garofalo, prete

Nel confermare la consueta condanna del pensiero di Carlo Marx, papa Benedetto riconosce tuttavia, a distanza di un secolo e mezzo, la validità delle analisi del filosofo più condannato dalla Chiesa cattolica. Una vera notizia storica passata in silenzio. Giorni fa il cardinal Bertone, prendendo le difese dei cattolici del PD, da lui ritenuti bisognosi di tutela, ha rivalutato il vecchio PCI, contro il quale, a suo tempo, si scagliò la pesante scomunica della Chiesa. Quei politici furono  portatori di “ un progetto morale e etico autentico”, afferma ora il cardinale. Tra i padri della Costituzione infatti furono anche uomini del PCI a tutelare per legge le libertà della Chiesa. “L’unico indiano buono è quello morto”, si sentenziava ai tempi del generale Custer e anche i comunisti italiani, come certi cristiani scomodi in vita, possono, da morti, trasformarsi in “anime buone”. Bertone pare non colga il nocciolo della questione che cattolici convinti e praticanti, come  Scalfaro e la Bindi, hanno già chiaramente reso evidente in più di una circostanza. Se i cosiddetti “principi non negoziabili” possono avere valore assoluto sul piano delle scelte individuali, l’impegno del politico invece si basa sull’arte del “negoziabile”, poiché egli è tenuto a rispettare il dettato costituzionale che garantisce la libertà sia al cittadino credente che al non credente.  Se in Italia al posto del papa pontificasse un Ajatollah e costui facesse continue pressioni per imporre, attraverso le leggi dello Stato, i principi del Corano, chi avallerebbe una simile manipolazione delle libertà democratiche?  Una scelta di Fede non potrà mai affermarsi con la sopraffazione né  la teologia  può richiamarsi ad una discussa “legge naturale” o invocherebbe, strumentalmente, la scienza antropologica per sostenere la debolezza dei propri argomenti. La “validità” di una Fede si fonda sulla libera scelta, richiede un salto qualitativo e rimane sempre una discrezionale scommessa pascaliana. Laici e cristiani non fondamentalisti hanno risposto al cardinale che  nel PD, come in una qualsiasi istituzione democratica, va ricercata la sintesi tra culture diverse, ove nessuno venga “mortificato” e nessuno pretenda di far valere sugli altri le proprie posizioni di partenza. La “neuropsichiatra” Paola Binetti potrà punire le sue carni col cilicio e farsene un merito di fronte al suo dio alquanto sadico; col dottor Freud, altri considerano  tale pratica una devianza, poiché hanno un sano concetto di Dio e ritengono doveroso per ogni uomo il rispetto del proprio corpo. Le interferenze vaticane nella politica italiana non sono isolate, cadono proprio mentre in Spagna la Chiesa calpesta ogni limite della convivenza e del rispetto delle idee altrui presentandosi come un vero partito politico in vista delle elezioni. Zapatero viene accusato di essere “contro la famiglia” solo perché  intende rispettare chi si rifà a principi diversi da quelli religiosi. Nessuna legge proibisce al cattolico o ad altri di osservare i precetti della propria Fede, è quindi una plateale falsità affermare che lo Stato vuol distruggere la famiglia tradizionale. Al contrario è la Chiesa che vuole negare a dei liberi cittadini il riconoscimento di diritti in nessun modo lesivi di quelli altrui. L’intento di voler tutelare la Fede attraverso la legge dello Stato è una  confessione di impotenza, è la consapevolezza che i cristiani non sono adulti, maturi per compiere scelte autonome e responsabili. “E’ lo Spirito che dà vita – scrive S.Paolo - la legge uccide”. Si ha l’impressione che la Chiesa, molto sensibile nel rivendicare ogni libertà per se stessa, voglia  far ripiombare la società ai tempi in cui la libertà di pensiero era  un delitto punibile con pene molto severe… Nessuno, che voglia essere un buon cristiano, dovrebbe essere messo nelle condizioni di diventare un anticlericale.

Raffaele Garofalo, prete



permalink | inviato da lupoabruzzese il 5/1/2008 alle 20:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
1 gennaio 2008
E' nato un blog: "cafone". Cosa significa cafone?
Questo blog nasce oggi 1* gennaio 2008.

Significato della parola cafone.

da Wikipedia:
Cafone è un termine usato per definire una persona dai modi incivili e rozzi.
(la classe dominante, come sanno i sociologi,  condiziona i modelli culturali!)

Termine reso famoso e usato da Ignazio Silone  (Fontamara) nel significato di contadino.

Un tempo nell'Italia meridionale esso non aveva alcun senso dispregiativo, e indicava una condizione certamente difficile, ma non vergognosa.

La parola assunse un valore offensivo nel Nord Italia (polentoni) quando, dopo l'Unità d'Italia cominciano le incomprensioni fra le varie parti del paese. (polentoni contro terroni)

L'origine del termine è incerta; molti dizionari (come lo Zingarelli) la danno per sconosciuta.
  • È però popolare la seguente interpretazione: nell'entroterra del basso Lazio, ai confini con la Campania, intorno al 1400, quando nei comuni del Frusinate o del Casertano arrivavano gli abitanti dei villaggi montani delle zone adiacenti, con delle funi arrotolate intorno alla spalla o alla vita, per acquistare il bestiame nelle fiere, questi venivano identificati dagli abitanti locali come quelli co' 'a fune. Da qui il termine?
Si legge nel vocabolario (Devoto, Oli):  Nell'Italia meridionale "contadino" /com. Persona grossolana ed ignorante, priva di gusto, di tatto, di rispetto...

 ...Della parola borghese: 1. In origine, abitante di un centro cinto di mura, quindi 'cittadino' (contrapposto ai villani, ai rustici) 2. Appartenente alla borghesia come classe sociale, politica , economica..omissis  ..amante del quieto vivere, conservatore in politica, tradizionalista sul piano artistico e del costume

Nobile: Appartenente, per nascita o per investitura, a una classe già considerata superiore e fornita di particolari distinzioni o privilegi.

Stratificazione (sociale): disposizione a strati
Mobilità (sociale): Capacità di spostamento....

Uomo: L'individuo di sesso maschile della specie umana, opposto e complementare alla 'donna'....

Donna: L'individuo femminile della specie umana.


Siamo uomini o caporali? (Totò).
Ste pagliacciate le fanno solo i vivi. Nu simme serie, appartenimme a' morte! (da "La livella", Totò)

Cosa suscita in tutti voi questo elenco di definizioni messe così per caso?
Proviamo a tempestare il cervello. Grazie per la collaborazione







permalink | inviato da lupoabruzzese il 1/1/2008 alle 23:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
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